L'esperto risponde - Locazione
In genere


Dal mese di agosto 2018 ospito presso la mia abitazione (prima casa) un caro amico a cui non chiedo alcuna locazione, soltanto un rimborso spese relativo a consumo di luce, gas e spazzatura (senza contratto scritto, solo accordo verbale sulla fiducia). Poiché questo mio amico dallo stesso mese di agosto 2018 ha attivato il proprio domicilio presso la mia abitazione, chiedo se devo assolutamente con lui sottoscrivere un contratto di comodato d'uso di parte della mia abitazione, oppure se posso anche farne a meno senza incorrere in sanzioni amministrative.

Risposta

Ogni proprietario di casa può ospitare temporaneamente chiunque nella propria abitazione, ma, nel caso in specie, il fatto che l’ospite abbia ivi trasferito la propria residenza consiglia la stipula almeno di un contratto d comodato. Un immobile può essere concesso in uso anche senza pretendere alcun corrispettivo, ma ci sono alcune regole che vanno rispettate se si vuole evitare l’insorgere di problemi quando sarà il momento di richiederne la liberazione. Il mezzo viene individuato dalla legge (vedi l'art. 1803 del C.c.) appunto nel contratto di comodato, che è essenzialmente gratuito, caratteristica questa che non viene meno anche se nel contratto sia previsto l’obbligo del comodatario di rimborsare le spese di manutenzione o conservazione del bene oppure dei servizi usufruiti, quali possono essere il riscaldamento o le utenze. Il codice civile prevede due forme di comodato, quello con una durata determinata e quello invece cosiddetto “precario”. Ai fini della prova, è bene che il contratto di comodato d’immobile sia redatto in forma scritta ed in tal caso la registrazione è obbligatoria, così da attestarne l’esistenza e da attribuirne data certa di fronte ai terzi ai sensi dell’art. 2704 del C.c..