L'esperto risponde - Casa e Condominio
Amministratore


Un condomino, anche a nome di altri 10, per complessivi 240 millesimi, ha inviato all’amministratore, con messaggio di posta elettronica certificata, chiedendo che nell’ordine del giorno della prossima assemblea fosse inserito al secondo punto dell’ordine del giorno “Conferma/revoca amministratore”. È arrivata la convocazione dell’assemblea straordinaria. Nell’ordine del giorno non è stato inserito il punto richiesto. Preciso che l’assemblea straordinaria si è resa necessaria per approvare il consuntivo 2018, in quanto nella precedente assemblea ordinaria lo stesso amministratore aveva detto di non approvare il consuntivo perché errato. Domanda, l’aver rifiutato di ottemperare alla nostra richiesta può essere motivo per chiedere la revoca, anche giudiziaria, del nostro amministratore?

Risposta

L’art. 1129, comma 12 n.1, è sufficientemente chiaro nel disporre che costituisce grave irregolarità, come tale legittimante la richiesta di revoca (anche giudiziale) dell’amministratore , il suo “ripetuto rifiuto di convocare l’assemblea per la revoca e per la nomina del nuovo amministratore”. Nel caso in specie, essendo ormai prossima l’assemblea, si consiglia di ribadire l’invito in assemblea, facendolo rilevare nel verbale. Si tenga presente, a confutazione di quanto potrebbe eccepire l’amministratore, che a nulla rileva che l’art.1129, al comma 10, disponga che “ l’incarico dell’amministratore ha la durata di un anno e si intende rinnovato per uguale durata”, perché comunque è sempre data possibilità all’assemblea di chiedere la revoca dell’amministratore, soprattutto alla scadenza del primo mandato. Avv. Augusto Cirla