L'esperto risponde - Casa e Condominio
Amministratore


Nel persistere dell’impossibilità per l’assemblea di raggiungere il quorum necessario per la nomina dell’amministratore, occorrere adire l’Autorità giudiziaria in sede di volontaria giurisdizione affinché provveda a nominarlo ex art. 1129 cod.civ.

Il rifiuto opposto dalla banca è illegittimo. Occorre inviare subito una diffida alla banca di provvedere immediatamente al passaggio del conto corrente al nuovo amministratore, ritenendola responsabile per tutti i danni subiti e subendi dal Condominio. Anche al precedente amministratore va intimata l’immediata consegna della documentazione condominiale, salvo richiedere al Tribunale un provvedimento di urgenza per tale consegna

Un condomino può chiedere la revoca dell’amministratore e ritenere responsabile la banca per avere concesso lo "scoperto" sul conto corrente, ossia aver consentito all'amministratore di creare un debito per conto del condominio.

I dati anagrafici vanno restituiti entro gg. 60 dalla richiesta. Non è un termine perentorio, talché non succede nulla se si inviano anche dopo. L’amministratore deve curare l’anagrafico aggiornato dei condomini: ciò a decorrere dal 18 giugno. Nel suo caso le consiglio d'inviare i suoi dati anagrafici prima possibile, riservandosi semmai dopo di comunicare i data catastali dell’immobile e quant’altro. Avv. Augusto Cirla

La nomina dell’amministratore deve sempre essere deliberata con il voto favorevole di almeno la metà del valore millesimale e della maggioranza degli intervenuti in assemblea, così come previsto dall’art. 1136, secondo comma, cod. civ. La delibera eventualmente assunta con maggioranze minori ( come appunto nel caso in specie) è annullabile e dunque impugnabile avanti all’Autorità giudiziaria entro gg. 30 , che per i presenti decorrono dal momento in cui è stata assunta e per gli assenti dalla data di ricevimento del verbale. L’impugnazione deve essere fatta a mezzo di un legale, trattandosi di un giudizio ordinario da radicarsi davanti al Tribunale del uogo in cui si trova l’edificio condominiale.

Simili comunicazioni sono esclusivamente riservate ai condomini e non possono essere esposte nella bacheca oppure in spazi condominiali facilmente accessibili da tutte le persone che anche occasionalmente frequentano il condominio. E’ un modo scorretto di relazionarsi con i condomini che può essere anche punito penalmente

Con l’arrivo dell’estate mutano le esigenze del vivere quotidiano di tutti e anche la gestione del condominio. L’amministratore deve essere in grado di offrire, attraverso la propria organizzazione professionale, un pronto intervento nelle ipotesi di verificarsi di guasti improvvisi: si pensi al fermo dell’ascensore piuttosto che alla sostituzione delle lampadine sulle scale o all’occlusione della rete fognaria. Anche in assenza dell’amministratore ciascun condomino deve essere in grado di reperire personale competente che provveda tempestivamente alle urgenze ed agli imprevisti in ogni campo d’intervento. E’ sufficiente che nell’androne dell’edificio, o comunque in posizione ben visibile ai condomini, sia lasciato un prospetto informativo con le indicazioni necessarie e le modalità di richiesta d’intervento, così da permettere una più rapida soluzione dell’eventuale inconveniente che dovesse capitare. Non va infine dimenticato che anche il condomino che si assenta nel periodo feriale deve avere l’accortezza di fornire al custode o al vicino di casa o all’amministratore stesso una sua reperibilità nel caso in cui l’intervento urgente implichi la necessità di entrare nel suo appartamento.

Le prestazioni di lavoro autonomo non effettuate nell’esercizio di arti e professioni, ossia non effettuate da professionisti con partita Iva, possono rientrare ai fini fiscali e contributivi in due casistiche: quella delle collaborazioni coordinate e continuative e quella delle prestazioni occasionali. Sono definite collaborazioni coordinate e continuative le attività svolte senza vincolo di subordinazione, nel quadro di un rapporto unitario e continuativo, senza impiego di mezzi organizzati e con retribuzione periodica prestabilita. Per questo tipo di collaborazioni è previsto, oltre all’assoggettamento a ritenuta d’acconto Irpef, anche quello ai fini Inps. Nel caso in cui manchino i requisiti di cui sopra, appunto la continuità del rapporto e la periodicità della retribuzione, la prestazione può essere inquadrata come occasionale e come tale non soggetta a contributi Inps ma solamente alla ritenuta d’acconto del 20%.