L'esperto risponde - Casa e Condominio
Antenna


Il diritto del singolo condomino all’installazione di un’antenna sul tetto comune, riconosciuto dall’art. 1 Legge n. 554/40 e dall’art. 232, secondo comma, D.P.R. 29/3/73, è limitato soltanto dal pari diritto di altro condomino o di altro coabitante nello stabile . Qualora sul tetto condominiale già sia installata un’antenna televisiva centralizzata e un condomino intenda invece installarne una autonoma, l’assemblea dei condomini può vietare tale seconda installazione solo se la stessa pregiudichi l’uso del tetto da parte degli altri condomini o arrechi comunque un qualsiasi altro pregiudizio apprezzabile e rilevante ad una delle parti comuni. Al di fuori di tale ipotesi , deve ritenersi nulla la delibera assembleare che vieti l’installazione L’installazione dell’antenna centralizzata o della parabolica costituisce opera innovativa che deve essere approvata con la maggioranza qualificata del 5° comma dell’art. 1136 c.c., con la conseguente possibilità per i dissenzienti di essere esonerati dalla spesa. Il legislatore non ha invero previsto la possibilità di rinuncia all’uso dell’opera innovativa da parte di colui che originariamente l’ha invece deliberata. A ciò consegue che colui che sceglie di non più usufruire dell’antenna centralizzata deve comunque sopportare le spese per la manutenzione della stessa e quant’altro.

L’antenna televisiva comune appartiene in parti uguali a tutti i condomini le cui proprietà sono ad essa allacciate e le relative spese di manutenzione e di riparazione vanno ripartite tra costoro in parti uguali. Anche il condomino che originariamente non ha ritenuto di usufruirne deve avere la possibilità di allacciarsi successivamente, contribuendo sia alle spese sostenute per l’installazione dell’antenna e sia a quelle poi eseguite per la manutenzione: trattasi infatti di un’innovazione cosiddetta voluttuaria disciplinata dal primo comma dell’art. 1121 c.c. che deve necessariamente prevedere la possibilità per i dissenzienti di essere esonerati dalla spesa e di potervi poi semmai partecipare. L’installazione dell’antenna centralizzata non preclude peraltro il diritto del singolo condomino di comunque posizionare sul tetto comune una propria antenna autonoma, sebbene l’attenzione del legislatore ( da ultimo con la Legge n. 66 del 20/03/01) sia da tempo indirizzata a limitare il proliferare di impianti singoli su immobili composti da più unità immobiliari. Nè l’assemblea dei condomini e nè il regolamento di condominio di natura assembleare possono vietare l’installazione di antenne singole, atteso che simili divieti costituirebbero una palese lesione del diritto di ciascun condomino di far uso del tetto comune. E così, una volta che l’assemblea deliberi la sostituzione dell’originaria antenna centralizzata ormai vetusta e mal funzionante con altra tecnicamente più aggiornata e diversa, il singolo condomino può astenersi dal partecipare alla spese e rinunciare ad usufruire del nuovo servizio, optando invece per la posa di una antenna o di una parabolica autonoma. Le spese per l’installazione della nuova e diversa antenna centralizzata, così come quelle per la manutenzione, dovranno essere ripartite solo tra coloro che intendono servirsene, con esclusione quindi di coloro che invece vi hanno rinunciato. Deve però trattarsi di una sostituzione con una antenna radicalmente diversa dal punto di vista tecnico dalla precedente ( parabolica anziché antenna classica) , atteso che, qualora si sia in presenza di un mero aggiornamento della meedsima antenna già posizionata, non è possibile per i condomini che già usufruivano della connessione dissociarsi in un momento successivo.