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14/04/2009
Il diritto alla tranquillità non è risarcibile


Il disagio arrecato al cittadino dalle lungaggini burocratiche della Pubblica Amministrazione non costituisce violazione dei diritti costituzionalmente garantiti e, di conseguenza, non può dare luogo ad alcun tipo di risarcimento del danno, nella sua accezione di "esistenziale".
Così si sono espressi i giudici della terza sezione civile della Corte di cassazione con la pronuncia n. 8703 del 9 aprile 2009.