Il caso
12/05/2010
Il fotovoltaico consente di ridurre le spese condominiali


L'Italia, per la sua posizione geografica, può facilmente sfruttare l'energia solare. L'elettricità generata dal fotovoltaico è definita energia pulita.
Problemi di ordine burocratico, tecnologico ed economico hanno reso difficile l’avvio della campagna di diffusione del fotovoltaico a livello nazionale. Recentemente, però, la situazione è cambiata grazie alla nuova normativa che definisce i criteri e le modalità per incentivare la produzione di energia elettrica mediante la conversione fotovoltaica.
Anche il Condominio ha la possibilità di installare impianti fotovoltaici.
La realizzazione di un impianto fotovoltaico è un investimento poco costoso, specie se ripartito tra i condomini. Con una spesa iniziale contenuta è possibile generare energia elettrica che sarà poi utilizzata per fini condominiali, evitandone l'acquisto dal distributore locale.
Il Condominio non può fornire energia fotovoltaica ai sottostanti appartamenti, in quanto la legge prevede che lo stesso possa produrre energia solo per soddisfare le esigenze delle parti comuni, abbattendo i costi per l’utilizzo dell’ascensore, per l’illuminazione di parti interne o esterne e di tutte quelle voci che richiedono il consumo di energia.
Si possono seguire due differenti percorsi: installazione da parte del Condominio o da parte di un singolo condomino.
In entrambi i casi è necessaria l'autorizzazione dell'assemblea.
L’installazione di un impianto fotovoltaico è considerato intervento di manutenzione straordinaria.
In base alle norme del Codice Civile, per installare un tale impianto si dovrebbe deliberare con la maggioranza dei partecipanti al condominio e con la maggioranza composta dai due terzi del valore dell'edificio. Tuttavia, per favorire l'uso delle energie rinnovabili e di ogni intervento su parti comuni di edifici che consegua come obiettivo un contenimento del consumo energetico, la Legge n. 99/09 in materia di energia ha stabilito che, ai fini della decisione da parte dell'assemblea condominiale per realizzare impianti fotovoltaici, non è necessaria la maggioranza dei condomini favorevoli, bensì la maggioranza dei millesimi favorevoli. Questi ultimi, cioè, dovranno superare i millesimi contrari più eventualmente quelli astenuti. L'assemblea, a sua volta, perché possa essere considerata valida, dovrà essere costituita da un terzo dei condomini rappresentanti un terzo dei millesimi del Condominio.
Qualora l'innovazione proposta sia economicamente gravosa, i condomini dissenzienti possono essere esonerati dalla spesa. Essi, però, non trarranno vantaggio dall'impianto fotovoltaico. Si prevede, tuttavia, il c.d. “diritto di ripensamento” che permette loro di rientrare nell'investimento, chiedendo di partecipare ai vantaggi derivanti dalla innovazione, contribuendo alle spese occorse per la sua costruzione e manutenzione.
Un singolo condomino non può sfruttare a proprio vantaggio lo spazio condominiale, se non stabilito dal regolamento condominiale o dall'assemblea.
I moduli fotovoltaici sono di dimensioni ingombranti tali da alterare sia la facoltà di utilizzo dello spazio condominiale agli altri condomini, che il decoro architettonico dell'edificio. Essendo quasi sempre limitato lo spazio di proprietà esclusiva, affinché possa essere realizzato un simile impianto, occorre che il singolo condomino chieda l’autorizzazione, a maggioranza dell’assemblea, per la sua installazione sulle parti comuni. Per ottenere l’autorizzazione assembleare è necessario che detto impianto non impedisca agli altri condomini di farne parimenti uso. Altrimenti, si richiede una delibera all'unanimità.
Una volta installato l’impianto, saranno esclusivamente del singolo condomino i benefici, il risparmio sulla bolletta ed il ricavo dagli incentivi.
Questa tipologia di installazione può creare, anche, problemi giuridici di non facile soluzione. Se la difficoltà per ottenere la necessaria autorizzazione dall’assemblea condominiale rende assai ardua la realizzazione di questi impianti solari da parte del Consominio, ancora più ardua è la possibilità che un singolo condomino riesca ad ottenere il permesso per installare un impianto a suo esclusivo uso.
Una buona soluzione, che può essere presa in considerazione da tutti, senza che si sviluppino particolari conflitti, è affidarsi ad un legale competente in materia immobiliare.
Avv. Paola Pontanari