Il caso
29/06/2010
Le problematiche relative alla presenza di amianto


In natura l’amianto - o asbesto – è un materiale molto comune. L’accertata nocività delle polveri di amianto, per la salute, ha portato a vietarne l’uso in molti Paesi; infatti, se respirate, provocano i tumori della pleura, il mesotelioma pleurico e dei bronchi ed il carcinoma polmonare.
L’amianto è stato utilizzato fino agli anni ’80 per produrre la miscela cemento-amianto, nota come eternit.
Dal 1992 il suo impiego è fuori legge in Italia. La legge n. 257/92, oltre a stabilire termini e procedure per la dismissione delle attività inerenti l’estrazione e la lavorazione dell’amianto, si è occupata anche dei lavoratori esposti all’amianto.
Il decreto del ministero della salute del 14/12/04 ha autorizzato l’uso dei prodotti contenenti amianto, ove già installati, fino alla fine della loro vita utile. Non è obbligatorio, ad esempio intervenire sul tetto a falde per sostituire le lastre di amianto. Occorre però dotarsi di un programma di monitoraggio e manutenzione per tenere i materiali in buono stato di conservazione in modo che sia scongiurata la diffusione delle fibre di amianto nell’aria. In un edificio condominiale, i manufatti con amianto non sono pericolosi per la salute dei condomini, per il semplice fatto di contenere amianto, ma solo se sono in grado di rilasciare fibre nell’aria. Se il materiale è in buone condizioni e non viene manomesso, è estremamente improbabile che rilasci fibre di amianto.
La presenza di amianto in condominio è più frequente di quanto si possa pensare: vecchie coibentazioni di tubazioni relative ad impianti di riscaldamento e idrici, tetti e sottotetti, vani ascensori ecc..
L’amministratore del condominio se è a conoscenza, mediante osservazione diretta o documentale (progetto di edificazione con descrizione dei materiali impiegati), della presenza di amianto friabile nei luoghi di proprietà comune, ha l’obbligo, secondo il D.P.R. 08/08/94, di comunicare all’ASL l’eventuale presenza di amianto nell’edificio da lui amministrato.
L’inosservanza di tale obbligo è sanzionata, a norma dell’art. 15, IV comma, legge n. 257/92 con l’irrogazione di una sanzione amministrativa (da 5 a 10 milioni delle vecchie lire). Inoltre costituisce fonte di responsabilità dell’amministratore per inosservanza delle attribuzioni ex art. 1130 cod. civ.. Se l’amministratore ha il sospetto che nelle parti di proprietà comune vi sia presenza di amianto dovrà richiedere l’intervento di un tecnico qualificato. Se la scoperta di amianto friabile avviene in seguito all’esecuzione di attività di manutenzione, tale attività dovrà essere sospesa e l’amministratore dovrà darne comunicazione all’ASL.
Successivamente alla sua scoperta, l’amministratore, così come prescritto dal D.M. 06/09/94, deve:
(i) designare un responsabile per informare gli occupanti dell’edificio, e chi è addetto a pulizia e manutenzione, sui rischi e le cautele da adottare;
(ii) controllare almeno una volta l’anno lo stato di conservazione del materiale e, se c’è dispersione di fibre di amianto, organizzare una bonifica;
(iii) tenere idonea documentazione da cui risulti l’ubicazione dei materiali contenenti amianto.
L’attività di bonifica deve essere condotta con estrema cautela in quanto può essere pericolosa per chi la effettua e per i condomini. Gli interventi di bonifica sono quattro e vanno affidati a ditte specializzate. Essi sono:
1) la rimozione dei materiali, che è l’unico metodo che risolve il problema alla radice;
2) l’incapsulamento, ossia l’applicazione di prodotti che impediscono la dispersione delle fibre. Tale metodo non è consigliato se l’amianto è molto friabile;
3) la sovracopertura che si usa per i tetti in eternit e consiste nell’installare una nuova copertura senza rimuovere quella già esistente. Tale metodo è indicato quando l’amianto è in buono stato di conservazione;
4) il confinamento che consiste nel separare fisicamente i materiali con amianto dai locali abitativi (es. controsoffittatura).
La scelta del tipo di bonifica da attuare deve essere effettuata da personale esperto in base all’analisi dello stato dei materiali e alle caratteristiche costruttive e d’uso dell’edificio.
E’ importante sapere che, ove l’assemblea condominiale non prenda decisioni in merito, l’amministratore non può esimersi da responsabilità, anche penali, accampando l’assenza di una delibera in tal senso.
E’ bene sapere, quindi, che il condomino interessato può segnalare i fatti alla Asl e/o ricorrere all’Autorità Giudiziaria anche in sede cautelare o d’urgenza, atteso che l’amministratore dispone di poteri di manutenzione straordinaria urgente e che, in materia di rimozione dell’amianto, egli è vincolato a norme di ordine pubblico. In particolare è perseguibile penalmente ex art.677 c.p. ove ometta di eseguire i lavori necessari per rimuovere la situazione di pericolo ed anche ex art.650 c.p. in caso di inosservanza di un provvedimento dell’Autorità che statuisca in merito alla bonifica o alla rimozione dell’amianto nel condominio.
Avv. Paola Pontanari