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20/02/2014
Nuovo caso di fallimento immobiliare a Milano


La storia delle 36 famiglie della Coop. Nives di Milano è emblematica: volevano solo
prender casa a Milano e si sono rivolte ad una Cooperativa creata e gestita dal Consorzio
Casa per una iniziativa edilizia da sviluppare sull’area di Calchi Taeggi a Milano. Inizia da qui
la loro odissea.
Le famiglie versano alla Cooperativa gestita dal Consorzio 4 milioni e 800.000 euro di
acconti e qui cominciano i guai (anche se lo scopriranno più tardi), perché il Consorzio
nega loro la fideiussione obbligatoria per legge a garanzia degli acconti: l’argomento è il
solito: ma come? Non vi fidate di noi?
La coop. con questi soldi e con quelli delle banche compra il terreno ma, quando stanno
per iniziare i lavori, interviene la Procura della Repubblica e sequestra l’area, indagando
sulla presunta esistenza nell’area di una discarica abusiva, fonte di inquinamento.
Tutto si blocca e le famiglie che hanno versato 4 milioni e 800.000 euro di acconti
rimangono esterrefatti alla finestra di una vicenda di cui non sanno nulla, privi dei soldi e
senza casa e, soprattutto, senza quella fideiussione obbligatoria che avrebbe consentito
loro di recuperare i loro risparmi. Ma non basta: il Consorzio abbandona la Cooperativa e
le 36 famiglie al loro destino, mettendosi in liquidazione volontaria e chiudendo gli uffici!
Le 36 famiglie, che aggiungono alle difficoltà di un periodo così difficile per tutti anche il
rischio di perdere i loro risparmi, si organizzano tra loro e prendono in mano la
cooperativa, inventandosi nel ruolo di gestori di questa situazione.
Poi, dopo due anni di indagini, il Gup di Milano, respinge le richieste di rinvio a giudizio e
dissequestra l’area. Ormai però intorno alle famiglie della Cooperativa Nives si è fatto il
deserto: il mercato immobiliare è crollato, il terreno dissequestrato deve essere bonificato,
le banche chiedono indietro i soldi e le casse sono vuote! Con fatica, con l'appoggio del
Comune di Milano e in particolare con l'impegno del Vicesindaco De Cesaris, si studia un
progetto di salvataggio incentrato sull'intervento del Gruppo Borio Mangiarotti e sulla
previsione di una ristrutturazione dei debiti della Cooperativa, che prevede sacrifici per
tutti, a partire dalle banche creditrici.
Tutto sembra andare verso la soluzione, quando una delle banche, il Credito
Artigiano/Credito Valtellinese, che peraltro vanta un credito non privilegiato, minaccia di
far saltare tutto il progetto di salvataggio formulando pretese che rendono il salvataggio
impossibile.
Una posizione che cerca di esercitare una pressione impropria, visto che da un fallimento
della Cooperativa il Credito Artigiano non ricaverebbe alcunché e che tende a sfruttare a
proprio favore il comune desiderio di dare una risposta ai problemi delle 36 famiglie in
questione.
Una brutta storia dove una banca, dimentica anche della propria etica d’impresa, ha preso
in ostaggio 36 famiglie e le usa con cinica disinvoltura!
Farnco Casarano, presidente di Assocond-Conafi
Riccardo De Benedetti, vice presidente Assocond-Conafi