Casa e Condominio - Fisco
20/05/2014
Dal 2013 cambia il rapporto Imu ed Irpef sugli immobili non locati


L’Imu sostituisce l’Irpef e le relative addizionali regionale e comunale dovute con riferimento ai redditi dei fabbricati non locati, compresi quelli concessi in comodato d’uso gratuito. Dal 2013, però, il reddito degli immobili a uso abitativo non locati, situati nello stesso comune nel quale si trova l’immobile adibito ad abitazione principale, anche se assoggettati a Imu, concorre alla formazione della base imponibile Irpef (e relative addizionali) nella misura del 50 per cento. Per determinare il reddito degli immobili non destinati ad abitazione principale, è necessario confrontare la rendita catastale rivalutata con il canone di locazione ridotto forfetariamente (relativo alla parte del periodo di imposta in cui l’immobile è locato). Sarà quest'ultimo, se superiore alla rendita, a concorrere al reddito (articolo 37, comma 4-bis, del Testo Unico dell'Imposte sui Redditi). Il periodo di imposta andrà suddiviso in due parti, quella in cui il fabbricato è locato e quella in cui non lo è, compilando due diversi righi del quadro RB di Unico. L’Imu sostituirà l’Irpef e le addizionali in relazione al reddito fondiario relativo alla sola parte del periodo di imposta in cui l’immobile non è locato (sempre che non sia ubicato nello stesso comune dell'abitazione principale), mentre per l'altro periodo il reddito fondiario riveniente dall’immobile locato sarà assoggettato a Irpef e addizionali secondo le regole ordinarie.
Fonte: Agenzia delle Entrate