Locazione - Fisco
15/12/2015
Come rinunciare al diritto d'usufrutto e quali sono gli effetti conseguenti


L'usufruttuario ha diritto di servirsi del bene, utilizzandolo direttamente o percependo il canone di locazione. In caso di rinuncia all'usufrutto, è necessario redigere un atto pubblico o una scrittura privata autenticata. In tale ipotesi, le locazioni immobiliari stipulate dall'usufruttuario saranno comunque opponibili, per tutta la loro residua durata che comunque non può protrarsi oltre il quinquennio dalla cessazione dell’usufrutto, al pieno proprietario che consolidi la propria titolarità dominicale in conseguenza della cessazione dell'usufrutto, a condizione che scaturiscano da atto pubblico ovvero da scrittura privata avente data certa anteriore (articolo 999 del codice civile). L’inquilino, nel rispetto di tali condizioni, potrà quindi continuare a detenere il bene in forza del contratto stipulato a suo tempo con l’usufruttuario, purché lo stesso non abbia una durata superiore al quinquennio dall'estinzione.