Casa e Condominio - Normativa
04/01/2016
In caso di dubbi meglio scrivere un quesito al Fisco


L'istituto dell'interpello ordinario è finalizzato a ottenere, prima di porre in essere un determinato comportamento fiscale, il parere dell'Agenzia delle Entrate in merito all'interpretazione di una norma tributaria obiettivamente incerta rispetto a un caso concreto e personale (articolo 11 dello Statuto del contribuente). L'istanza, redatta in carta libera, deve essere presentata alla Direzione regionale territorialmente competente dal contribuente o da chi è tenuto a effettuare adempimenti tributari per conto dello stesso. La risposta sarà notificata o comunicata al contribuente entro 120 giorni (90 dal 1° gennaio 2016) dalla presentazione dell’istanza. In caso di mancata pronuncia da parte dell'Agenzia, si forma il silenzio assenso sulla soluzione interpretativa indicata dal contribuente, ossia la stessa è da ritenersi accettata. Il parere espresso dall'Agenzia delle Entrate non vincola il contribuente, che può decidere di non uniformarsi. Gli uffici dell'Agenzia delle Entrate, invece, salva la possibilità di rettificare il parere, non possono emettere atti impositivi e/o sanzionatori difformi dal contenuto della risposta fornita in sede di interpello, sempre che quanto prospettato dal contribuente coincida con quanto accertato.