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27/01/2017
Il Sistema pubblico di identità digitale (Spid) sempre più utile e diffuso


Il Sistema pubblico di identità digitale (Spid) della Presidenza del consiglio dei ministri - Agenzia per l'Italia digitale (Agid) è il nuovo sistema di accesso ai servizi online per la semplificazione del rapporto tra cittadini e Pubblica amministrazione. La piattaforma consente di accedere con un'unica identità digitale (username e passaword) a tutte le prestazioni della Pa.

Le identità digitali, offerte da InfoCert, Poste italiane, Tim e Sielte (Identity Provider), hanno raggiunto il milione di registrazioni nel marzo 2016, grazie anche alla loro progressiva diffusione tra le amministrazioni pubbliche centrali e locali, tra cui il ministero dell'Istruzione, dell'università e della ricerca che le utilizzerà anche per le iscrizioni scolastiche del 2017, Roma Capitale, il Comune di Firenze, le Regioni Emilia Romagna, Marche e Toscana, Inps, Inail e Agenzia delle entrate, che le adottano per la gestione di alcuni servizi come il pagamento di tributi, multe e ticket.

Le credenziali Spid sono al momento gratuite e non obbligatorie e vanno richieste agli Identity Provider presentando la carta di identità o il passaporto, la tessera sanitaria, un indirizzo e-mail e il numero di telefono cellulare. Le tipologie di identità Spid sono tre e a ciascuna corrisponde un crescente livello di sicurezza:
la prima è un semplice nome utente e password;
la seconda aggiunge un codice temporaneo generato al momento dal fornitore del servizio, per servizi che richiedono maggiore sicurezza;
la terza necessita di un dispositivo di acceso specifico.
È possibile richiedere più di un pin digitale unico, anche con diversi livelli di sicurezza, e scegliere l'Identity Provider che si preferisce.

Il Governo ritiene che ci saranno circa 10 milioni di adesioni entro il 2017, anno in cui tutta la Pubblica amministrazione dovrà aderire a Spid con l'opportunità per tutti i cittadini italiani di dialogare online con gli uffici pubblici, utilizzando un unico pin digitale, evitando così file e perdite di tempo.
Fonte: Consiglio Nazionale delle Ricerche