Compravendita - Fisco
03/05/2017
Separazione e divorzio, il Fisco favorisce gli accordi patrimoniali


Per espressa previsione di legge “tutti gli atti, i documenti e i provvedimenti relativi al procedimento di scioglimento del matrimonio o di cessazione degli effetti civili dello stesso (…) sono esenti dall’imposta di bollo, di registro e da ogni altra tassa” (vedi l'articolo 19 della legge n. 74 del 1987, nonché la circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 27/E del 21 giugno 2012, paragrafo 2.1). La Corte costituzionale, peraltro, ha esteso il beneficio fiscale anche al procedimento di separazione (vedi la sentenza n. 202 del 2003). Sotto il profilo oggettivo, l’esenzione è applicabile agli accordi di natura patrimoniale non soltanto direttamente riferibili ai coniugi, ma anche ad accordi aventi a oggetto disposizioni negoziali in favore dei figli. Pertanto, l’agevolazione in esame deve ritenersi applicabile anche alle disposizioni patrimoniali in favore dei figli disposte in accordi di separazione e di divorzio, a condizione che il testo dell’accordo omologato dal tribunale preveda esplicitamente che lo stesso sia elemento funzionale e indispensabile ai fini della risoluzione della crisi coniugale (vedi la circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 18/E del 29 maggio 2013, paragrafo 1.15). Si ricorda, infine, che l’agevolazione in esame non risulta interessata dall'abrogazione delle agevolazioni sui trasferimenti immobiliari prevista dall’articolo 10 del D. Lgs. n. 23 del 2011. Pertanto, qualora nell’ambito di procedimenti di separazione e divorzio vengano posti in essere degli atti di trasferimento immobiliare, continuano ad applicarsi le agevolazioni previste dalla citata legge n. 74 del 1987 (vedi la circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 2/E del 21 febbraio 2014, paragrafo 9.2).