Mediazione - Normativa
16/06/2017
La conciliazione conviene e gode dei favori del Fisco


Ai contribuenti che, per la risoluzione di controversie civili o commerciali, si avvalgono di soggetti abilitati a svolgere procedimenti di mediazione, è riconosciuto un credito d’imposta commisurato all’indennità corrisposta ai medesimi soggetti:
in caso di successo della mediazione, il credito è riconosciuto entro il limite massimo di 500 euro;
nell’ipotesi di insuccesso, invece, è ridotto della metà (vedi l'articolo 20 del Decr. Lgs. n. 28 del 2010).
L’importo spettante risulta dalla comunicazione trasmessa all’interessato dal ministero della Giustizia entro il 30 maggio di ciascun anno e deve essere indicato, a pena di decadenza, nella dichiarazione dei redditi (quadro G, sezione VI, rigo G8 del modello 730 oppure quadro CR, sezione VI, rigo CR13 del modello Redditi PF). Il credito è utilizzabile a partire dalla data di ricevimento della predetta comunicazione: se quest’ultima è pervenuta in data successiva alla presentazione della dichiarazione dei redditi, il credito può essere indicato nella dichiarazione relativa all’anno in cui la stessa è stata ricevuta. Il credito può essere utilizzato in compensazione mediante il modello F24 oppure, da parte dei contribuenti non titolari di redditi d’impresa o di lavoro autonomo, in diminuzione delle imposte sui redditi. Il credito, infine, non dà luogo a rimborso e non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi.