Compravendita - Normativa
25/07/2017
Le condizioni per utilizzare il credito d'imposta inerente il bonus "prima casa"


A favore dei contribuenti che, entro un anno dalla vendita dell’immobile acquistato con i benefici prima casa, provvedono a comprare un’altra casa, per il cui acquisto ricorrono le medesime condizioni agevolative, è previsto il riconoscimento di un credito d’imposta (vedi l'articolo 7, commi 1 e 2 della legge n. 448 del 1998). Per gli atti di acquisto posti in essere dal 1° gennaio 2016, è possibile beneficiare del credito d’imposta anche nell’ipotesi in cui il contribuente proceda all’acquisto della nuova abitazione prima della vendita dell’immobile già posseduto; in tal caso, per avvalersi del credito, la vendita del "vecchio" appartamento deve avvenire entro un anno dalla data del nuovo acquisto. L‘importo del credito è commisurato all‘ammontare dell‘imposta di registro o dell‘Iva pagata in relazione al primo acquisto agevolato e, in ogni caso, non può essere superiore alla imposta di registro o all‘Iva dovuta in relazione al secondo acquisto: il credito, quindi, ammonta al minore degli importi dei tributi applicati. Tra le diverse ipotesi previste dalla legge, il credito può essere utilizzato anche in diminuzione dall’Irpef dovuta in sede di presentazione della prima dichiarazione dei redditi successiva al riacquisto ovvero della dichiarazione relativa al periodo d’imposta in cui è stato effettuato il riacquisto stesso. Se l’ammontare del credito è superiore all’imposta a debito, l’eccedenza può essere utilizzata successivamente (vedi la circolare ministeriale n. 189 del 21 settembre 1999, paragrafo 4.4). Il credito è personale; pertanto, qualora l‘immobile alienato o quello acquisito risultino in comunione, esso deve essere imputato agli aventi diritto, rispettando la percentuale della comunione (vedi la circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 7/E del 4 aprile 2017, pagina 298).