Casa e Condominio - Fisco
25/06/2018
Il bonus fiscale per il recupero edilizio in caso di successione e convivenza


Per le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2016, la detrazione Irpef relativa agli interventi di recupero del patrimonio edilizio (vedi l'articolo 16-bis del Testo Unico dell'Imposta sui Redditi) spetta anche al convivente more uxorio del possessore o detentore dell’immobile, anche in assenza di un contratto di comodato. La disponibilità dell’immobile da parte del convivente risulta, infatti, insita nella convivenza che si esplica ai sensi della legge n. 76 del 2016. Ne consegue che il convivente more uxorio che sostiene le spese ha diritto a fruire della detrazione al pari dei familiari conviventi. Egli, quindi, può beneficiare della detrazione anche per le spese sostenute per interventi effettuati su una delle abitazioni nelle quali si esplica il rapporto di convivenza, anche se diversa dall’abitazione principale della coppia. La legge Cirinnà, per l’accertamento della “stabile convivenza” richiama il concetto di famiglia anagrafica (vedi il DPR n. 223 del 1989): ne consegue che tale status può risultare dai registri anagrafici o essere oggetto di autocertificazione (vedi la risoluzione dell'Agenzia delle Entrate n. 64/E del 28 luglio 2016 e la circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 7/E del 27 aprile 2018, pagine 217-218).